PinoCaminiti

Quel che il mare, adirato, porta via e poi un giorno, improvvisamente, restituisce

È stato il vento.

Corde, lamiere, radici, ossa, legni.
Corpi che respirano muti. Li raccolgo con fanciullesco stupore, ne annuso l’odore, ne accarezzo la superficie, li giro e li rigiro come per cercarne l’anima. In ogni elemento trasfigurato c'è dentro (e fuori) un racconto, una traccia di provenienza e una testimonianza di vita.

Li compongo assemblandoli semplicemente, leggeri, incruenti. Li accosto senza alterarne la forma, né il colore. Li monto così come li trovo, lasciando intatte tutte le mutazioni che hanno subìto nel loro lungo viaggio per il mare. Sole vento acqua salsedine. Potenze senza armi, ricchezze senza forzieri, bellezze senza rossetti.

Pino Caminiti

Pino Caminiti nasce a Reggio Calabria nel 1955. Non si occupa mai d’arte. La sua più grande passione è la politica, cui dedica molti anni della sua vita. Interrompe l’impegno politico improvvisamente, per un profondo dissenso con le scelte del suo Partito.

L’abbandono, particolarmente sofferto, produce un cambiamento radicale.
Lascia la città di Reggio e sceglie di vivere in una casa isolata sul mare, a Saline Joniche, con la sua compagna e i loro cani.
Sono anni difficili, trascorsi a ricercare un nuovo equilibrio.
Letture interrotte, lunghe passeggiate sulla spiaggia, la barca, il mare.

È in questo contesto di rielaborazione che nasce, per caso, la sua prima “composizione”, il cui effetto estetico — ma soprattutto emotivo — lo spinge a continuare. Dalla lampada, ricavata da una grossa radice e realizzata per illuminare in casa un angolo buio, alle sculture, quindi ai pannelli con bassorilievi. In poco tempo, cinque, dieci, venti produzioni, tirate d’un fiato una dopo l’altra, senza un chiaro progetto.

Poi, la decisione di esporle, di raccontare pubblicamente quella che rimane per lui, più che un’esperienza artistica, un inedito viaggio interiore.
Una sorprendente e non voluta esplorazione, resa forse possibile proprio dal vuoto lasciato dalla “bestia” della politica, una passione totalizzante e divoratrice, che, allontanandosi, lo ha reso — per la prima volta — davvero libero.

“Ieri scampai, dopo venti giornate, dagli ebbri marosi; mi trascinarono, tutto quel tempo, dall’isola Ogigia, flutti d’irose procelle. Qui un dèmone adesso mi spinge, perché nuove sciagure sopporti anche qui: ’ché non credo siano finite; ma molte tuttor me ne serbano i Numi”.

Così dice Ulisse a Nausicaa (Odissea, VI), chiedendole ospitalità, sulla spiaggia ove è stato sbattuto, dopo tre settimane alla deriva su una zattera. E molte ancora dovrà attraversarne, di sofferenze. Eppure da quella riva inizia il suo ritorno, quel viaggio finale che darà un senso al suo lungo soffrire.

È quel che viene in mente davanti alle opere di Pino Caminiti: egli dà ospitalità a oggetti trovati sulla spiaggia, restituisce un senso alle avversità di cui portano inconsapevole traccia. Accostandoli, Pino conferisce ai frammenti un nuovo corpo, li prepara a una nuova storia, restituisce loro l’anima che le difficoltà avevano soffiato via.

(Ettore Rocca)


Ricomporre attraverso gesti minimi, che conservano soltanto ciò che non può mancare affinché la forma si definisca, il corpo si delinei. La giustapposizione chirurgica di pochi elementi pesati, che si manifestano in maniera compiuta come singole figure: eppure in grado di attivare una fitta trama di relazioni dal reciproco confronto.

Exhibits Timeline

Le ultime partecipazioni a mostre ed eventi

11 Giugno 2016

Palazzo della Cultura, Reggio Calabria
“Objet trouvé”

Materiali, poveri e trovati come latta, corda, legno, raffia, e la tecnica del puro assemblaggio per rappresentare contenuti — animali, miti —, in una mostra di 40 composizioni originali ispirate al movimento artistico contemporaneo del “ready made”.

12 Agosto 2016

Villa comunale, Cittanova (RC)

Mostra “Le mani nel mare

10 Dicembre 2016

Palazzo della Cultura, Reggio Calabria

“Personale” tematica, dedicata al tema del viaggio. Una galleria di suggestioni legate al mare, all’esplorazione, al fascino dell’ignoto: vele, legni di vecchie barche, corde, lamiere. Fino al 23 dicembre.

14 Settembre 2018

Castello Ruffo, Scilla (RC)
Mostra “La riva incantata”

Aperta fino al 30 settembre, con il Patrocinio dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria.

17 Ottobre 2018

Te.CA, Cittadella Universitaria, Reggio Calabria
“Corpi che respirano muti”

Vernissage e mostra curate da arch. Francesca Schepis e prof. Gianfranco Neri. Dialogo con l’artista sul fare e sul senso del fare arte contemporaneo: prof. Ottavio Amaro, prof. Ettore Rocca, arch. Francesca Schepis.

7 Dicembre 2019                         

Ipogeo di Piazza Italia, Reggio Calabria
“È stato il vento”

Aperta fino al 7 Gennaio 2020 la mostra personale all’interno di uno dei più suggestivi scenari archeologici sotterranei del mondo. A cura di Elmar e In.Si.De.

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